La cooperativa sociale creata e gestita dai familiari degli assistiti. Il Centro diurno terapeutico abilitativo, sulle colline di Firenze, è frequentato oggi da 26 utenti. I progetti personalizzati e tutte le attività elaborati dall’equipe medico-educativa
Sulle colline di Firenze, in via Bolognese poco prima di giungere a Trespiano, in quella che fu la scuola elementare Amerigo Vespucci, ha la sua sede il Centro terapeutico-abilitativo per Disturbi di Spettro Autistico gestito dalla cooperativa sociale PAMAPI (Progetti di Attività Multidisciplinari per l’Autismo verso la Partecipazione e l’Inclusione), che opera in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Il Centro è nato per la volontà di familiari di persone affette da autismo ed è attivo dal 1990 con la tensione valoriale di coltivare uno sguardo autenticamente e pienamente rispettoso e amorevole rivolto a persone con autismo e/o disabilità intellettiva grave.
“Se dovessi riassumere in una serie di parole chiave cos’è PAMAPI oggi – spiega Michele Boschetto, direttore sanitario del Centro – parlerei di questo: centralità della comunicazione trasparente interna ed esterna; cultura dell’errore e della gestione del rischio; costante raccolta e analisi dei dati; centralità della persona, della qualità relazionale e del clima interno; progettualità partecipata con familiari e utenti secondo il costrutto di Qualità di Vita”.
GLI OSPITI DEL CENTRO
Gli ospiti del Centro sono giovani e adulti che presentano quadri disfunzionali gravi a causa di una significativa disabilità intellettiva (da moderata a gravissima), di disturbo autistico di livello moderato o grave, e/o di ulteriori caratteristiche disfunzionali (sintomatologie di natura psicopatologica, disabilità motorie e/o sensoriali), che possono comportare varie tipologie di comportamenti problema, che sono sempre trattati cercando di intercettarne la funzione comunicativa.
“Queste persone, non avendo possibilità di essere inserite nel mondo del lavoro e di condurre una vita autonoma che sia sicura per sé e per gli altri, hanno bisogno di un supporto multiprofessionale estensivo e quanto più specializzato possibile che garantisca e promuova ‘una vita buona’, dignitosa e soddisfacente – spiega Daniele Mugnaini, psicologo coordinatore delle attività abilitative –. Hanno appunto bisogno di Centri dove siano trattati con stima e pieno rispetto e siano coinvolti in varie attività per loro significative e abilitanti”.
STRUTTURA E GOVERNO DI PAMAPI
I soci cooperatori fruitori (in quanto familiari degli assistiti) sono 39. Il Consiglio di Amministrazione viene eletto fra i Soci fruitori ed è composto da 7 membri.
L’Organigramma prevede una equipe composta da direttore sanitario, psicologo coordinatore, psicologo responsabile del personale e medico aiuto, che lavora in stretta relazione con il presidente, Luciano Pieri, e provvede alle scelte strategiche sull’organizzazione del Servizio, e come operatori frontali 9 educatori sanitari e due OSS.
PAMAPI partecipa all’ASIR – Associazione Scientifica Istituti di Riabilitazione (dal 2000) – a Confcooperative (dal 1995) e alla Consulta comunale degli Invalidi ed Handicappati del Comune di Firenze (dal 1987).
IL CENTRO, OBIETTIVI E STRUMENTI TERAPEUTICI
Il Centro è aperto 5 giorni la settimana dalle 9 alle 16 e la mattina del sabato. Ogni utente gode di un progetto di interventi, con obiettivi personalizzati, modalità per perseguirli e indicatori di successo. Le attività che vi si svolgono sono individuali o di gruppo e vengono elaborate dall’equipe medico-educativa, in collaborazione con la famiglia. PAMAPI offre un insieme di occasioni e attività funzionali alla promozione della Qualità di Vita, provenienti da Firenze e dalla sua provincia, e delle loro famiglie. Oggi sono 26 gli utenti che lo frequentano.
Al Centro è anche attivo un Numero verde 800654477 (rivolto a familiari, operatori e cittadini tutti), attraverso il quale si svolge attività di informazione e di supporto per tutti coloro che sono interessati al tema dell’autismo.
“Obiettivo primario del Centro diurno – spiega la psicologa Francesca Poli – è definire e realizzare un Progetto di vita e per farlo sono previsti una serie di interventi su molteplici aspetti del vivere quotidiano, secondo la prospettiva dimensionale della Qualità di Vita”.
Benessere fisico – Il Centro offre supporti necessari a soddisfare i bisogni primari secondo le caratteristiche personali. In particolare l’attività fisica, comprensiva dell’utilizzo della palestra: con attrezzi tipo cyclette, tapis-roulant, ellittica, spalliera, palle, ping-pong, canestro, porta da calcio e così via, oltre a camminate, eventuale attività aerobica. Grazie alla presenza quotidiana del medico, una particolare attenzione viene posta a: prevenzione sanitaria, valutazioni sanitarie tempestive, regime nutrizionale, cura di sé, autonomie personali, sicurezza degli ambienti, prevenzione di cadute ed eventi disfagici. Viene curata una collaborazione in rete col medico di base e gli altri specialistici anche organizzando visite in struttura. Esami del sangue ed ECG semestrali sono effettuati in struttura.
Benessere psicologico – Viene effettuata una valutazione della soddisfazione percepita in tutte le attività in modo da offrire una serie di opportunità conformi alle preferenze di ciascuno. L’offerta prevede “mediatori” spesso apprezzati: è il caso della musica (musicoterapia), di animali (cane e cavallo), della piscina, delle varie modalità di espressione artistica, della stanza multisensoriale, oltre alle opportunità esterne al Centro (con uscite frequenti in pulmino per partecipare alla vita del territorio). Condizione di base per garantire il benessere psicologico è l’ambiente sociale sereno, gioioso, disponibile e adeguatamente stimolante.
Le relazioni interpersonali piacevoli – In questo caso si intendono leinterazioni anche uno a uno, operatore-assistito, tramite il contatto fisico o mediate da supporti visivi (per esempio fotografie o video) o altri oggetti (strumento musicale, gioco, libro, ecc).
Sviluppo personale – In ottica evolutiva, l’apprendimento di nuove competenze è possibile indipendentemente dall’età e dal funzionamento cognitivo e in tutti i Progetti abilitativi sono valorizzati gli interventi che facilitano lo sviluppo personale, sia nell’ambito della comunicazione che delle competenze relazionali o di autonomie di vita.
Inclusione sociale – Particolare attenzione viene riposta alle occasioni di inclusione sociale come le uscite e i contatti con altri contesti: dal maneggio alla piscina, dai giardini pubblici ai negozi e Centri commerciali, dai ristoranti ai musei, fino agli incontri in altri Centri, in luoghi dove si organizzano eventi o si incontrano persone in altri contesti: è il caso di progetti particolari con parrocchie, associazioni, altri Enti.
Attività utili e nell’ambito del tempo libero – Un ultimo aspetto tutt’altro che secondario nelle dinamiche del Centro PAMAPI concerne le opportunità di crescita e autocontrollo nei comportamenti degli utenti: ovvero buona educazione, flessibilità, apertura sociale, comunicazione/condivisione, abilità motorie e cognitive, competenze nell’ambito della collaborazione domestica e delle autonomie personali. Per ottenere risultati tangibili vengono utilizzate tecniche educative e comportamentistiche, con supporti visivi, tablet, videomodeling, ecc., oltre a tutte le opportunità di “coltivare” competenze.







Il raduno delle 500 a Pistoia