L’autismo è un’emergenza sociale della quale però si parla soprattutto il 2 aprile. Per dare risposte al problema si deve coinvolgere la società civile. L’occasione persa dal Comune di Pistoia.
Ancora un 2 aprile, giornata di consapevolezza sull’autismo, nel quale assistiamo ad un profluvio di dichiarazioni sull’importanza di dare risposte a questo problema, sulla necessità di affrontare il “Dopo di Noi”, sulla società che deve farsi carico, che deve includere e via dicendo.
Lo diciamo senza mezzi termini. Siamo francamente stufi di così tante parole e di così pochi fatti. Sul fronte dell’autismo restano a combattere prima di tutto le famiglie e in seconda linea quelle associazioni ed enti che cercano di dare risposte serie al problema. Ma francamente è una battaglia impari. La politica e la società che dovrebbero favorire l’inclusione restano sostanzialmente indifferenti. Spiace dirlo ma è così. Si dirà: mancano i soldi. E’ vero ma non è solo una questione di soldi. E’ soprattutto una questione di attenzione e di sensibilizzazione che dovrebbero essere continue e quotidiane. Molte volte basterebbe sfruttare le occasioni che si presentano e la normativa vigente.
Un esempio, piccolo ma sintomatico. Recentemente a Pistoia, dove Raggio Verde opera con le sue strutture, l’Amministrazione comunale ha messo in vendita due appartamenti che privati cittadini avevano lasciato in eredità al Comune proprio al fine di dare risposta ai problemi sociali. Visto però che i due immobili avevano bisogno di essere ristrutturati, il Comune, non avendo soldi da investire, ha pensato bene di fare un bando per la loro vendita. Appresa la notizia, una piccola forza politica locale, il Partito Liberaldemocratico, ha scritto una lettera aperta, mandandola alle Istituzioni e a tutti gli organi di stampa, dove si evidenzia l’inopportunità della scelta e si avanza una proposta intelligente che si sostanzia in questi punti:
- Ritirare dal bando i due immobili;
- Metterli a disposizione di un costituendo Fondo per il “Dopo di Noi”;
- Istituire un tavolo con le associazioni che operano nel settore e con la Fondazione Caript;
- Dare vita ad un Piano pluriennale per il Dopo di Noi e per la raccolta fondi per il ripristino degli immobili in questione e per altri che si rendessero disponibili;
- Affidarne la gestione, sotto controllo pubblico, agli Enti disponibili
In pratica non si tratta altro che dare attuazione ad una normativa esistente, quella della co-programmazione e co-progettazione. Due istituzioni che mirano ad utilizzare a fini pubblici le iniziative dei singoli nell’ottica della sussidiarietà orizzontale, una possibilità che è prevista dalla legge ma che trova, nelle amministrazioni pubbliche, consensi solo verbali.
Ebbene non solo la proposta non ha avuto nessun riscontro istituzionale ma non è stata presa in considerazione nemmeno dalla stampa, piccola o grande che sia, e così di fatto, una proposta seria e fattibile è stata lasciata cadere nel vuoto. Una proposta che se resa pubblica avrebbe almeno contribuito a richiamare l’attenzione sul problema.
Chiaramente si tratta solo di un episodio che però la dice lunga su quanto strada, al di fuori del 2 aprile, deve ancora fare “la consapevolezza sull’autismo”.







2 aprile la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo