Questo è un momento molto importante per la Fondazione Raggio Verde, che si appresta a concludere la seconda parte del suo percorso: il primo, importantissimo, ha avuto inizio più di 20 anni fa con l’associazione Agrabah, quando alcuni genitori di ragazzi con spettro autistico si sono incontrati e, partendo da zero, si sono messi insieme per cercare soluzioni per l’assistenza dei propri figli. Mi torna alla mente una frase che mi ha molto colpito, ascoltata qualche giorno fa in un monologo dell’attore Roberto Benigni, che ha detto che le cose importanti della vita, quelle più vere ed autentiche, «non si apprendono né si insegnano, ma si incontrano». Pensiamo a quanto di bello è stato creato attraverso quell’incontro, pensiamo a quante famiglie hanno alleviato il dolore e soprattutto la solitudine di fronte ad una condizione che non ha durata limitata ma accompagna per tutta la vita. Sono stati fondamentali il coraggio e la tenacia di questo gruppo di persone, oltre che l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Ecco, tutto è partito da quel nucleo che nel tempo si è espanso fino ad arrivare alla seconda fase, nel 2019, quando attraverso un altro incontro, con gli amministratori della Fondazione Turati, è stata data vita alla Fondazione Raggio Verde. In questi sei anni c’è stata una crescita sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo dell’assistenza ai ragazzi con disturbi dello spettro autistico. I numeri parlano chiaro, circa 120 persone assistite nei due Centri di Santomato e Gello, un fatturato che sfiora i due milioni di euro e circa 40 dipendenti. Con la fine del 2025 e con il prossimo anno inizia la terza fase che auspichiamo essere quella del definitivo sviluppo. Il 26 novembre scorso è stato firmato l’atto di trasformazione da Onlus in Impresa sociale. La scelta è stata fatta pensando che sia quella più confacente per gli obiettivi che ci siamo posti, che sono quelli di un consolidamento dell’esistente, un ulteriore sviluppo dell’attività e l’avviamento di nuove progettualità.
Nel 2026 ci sarà una importante novità che è rappresentata dal trasferimento dell’attività ambulatoriale nei confronti dei minori dall’attuale sede di Santomato in una nuova sede che è localizzata a Spazzavento. Questo trasferimento dovrebbe avvenire verso marzo prossimo e consentirà un incremento dell’attività, per la sede più ampia e il minor disagio per le persone che devono raggiungere la struttura, in questo caso meno decentrata rispetto a Santomato soprattutto per l’utenza della Valdinievole. Sempre nel 2026 saranno avviate inoltre nuove progettualità che riguardano la residenzialità, sia attraverso un impegno che stiamo portando avanti con la Fondazione Turati che prevede la realizzazione a Gavinana di 12 posti letto destinati all’accoglienza di persone più gravi per le quali non sono possibili progetti tipo il dopo di noi sia, appunto, con iniziative che riguardano proprio il dopo di noi.
Un’altra progettualità che vogliamo consolidare e sviluppare è quella dell’avviamento, per quanto possibile, ad attività lavorative. Tale attività viene già fatta a Gello con vari laboratori, ma l’intento è di svilupparla ulteriormente. Infine, un altro obiettivo che vogliamo perseguire è il coinvolgimento delle persone, favorire “nuovi incontri”. Questa estate sono stati fatti alcuni spettacoli nel giardino della Casa di Gello che hanno riscosso grande successo, sia in termini di presenze che in termini di coinvolgimento dei partecipanti.
Gli obiettivi sono tanti ed importanti ma sono sicuro che con l’impegno da parte di tutti saranno raggiunti e consolidati nel tempo. È con questo auspicio che formulo i miei più cari auguri di buon Natale e sereno nuovo anno a tutti voi ed alle vostre famiglie.
Giovanni Spiti, presidente Fondazione Raggio Verde







Un biliardino alla Casa di Gello