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Fondazione "Raggio Verde Impresa Sociale"

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Una nuova realtà dedicata ai disturbi dello spettro autistico.

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Cascina Cristina, un modello pilota per persone con autismo

3 Giugno 2025 by Paolo Vannini

Il Centro ha una parte diurna con 15 ospiti e una residenziale con 14. Voluto dall’associazione di familiari “Abilitiamo” è in funzione da poco più di due anni. Il forte legame con il territorio. L’importanza dell’ortoterapia

Si chiama Cascina Cristina, si trova nella piccola frazione di Fecchio, nel Comune di Cantù, ed è contemporaneamente una RSD e un Centro diurno per persone con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico con alta necessità di supporto; il CDD ha al suo interno un percorso per soggetti ad alto funzionamento. Una struttura di recente ristrutturazione – è stata inaugurata il 16 dicembre 2022 – innovativa e funzionale, frutto di un progetto altamente nuovo per l’intera provincia di Como e la Lombardia ma sicuramente un esempio anche a livello nazionale. A volerne la realizzazione è stata l’Associazione “Abilitiamo Autismo odv”, che si è costituita nel 2017 per volere di 5 famiglie con figli autistici, con una precisa finalità: realizzare, sul territorio canturino, un contesto abitativo innovativo per giovani adulti con autismo e farla diventare la loro “casa”, nella quale poter vivere la migliore qualità di vita possibile. Il primo passo è stato quello di individuare il luogo. A fine 2017 la donazione dell’immobile da parte del Consiglio pastorale della Parrocchia San Carlo di Fecchio, ad un ente del terzo settore, appunto l’associazione “Abilitiamo”. Da lì è iniziato tutto.

UN PROGETTO INNOVATIVO

E’ passato poco tempo ma i risultati non hanno tardato ad arrivare. “Le richieste di accesso al nostro Centro sono davvero tante, la lista di attesa oggi è di più di 60 persone – conferma il dottor Matteo Maccione, direttore di Cascina Cristina -. Gli ospiti del residenziale presentano forme diverse di autismo anche con casi molto complessi. Gli ospiti del diurno, invece, si caratterizzano per più progettualità: se da un lato per la maggioranza degli ospiti vi sono alte necessità di supporto, dall’altra possiede un gruppo di ospiti ad alto funzionamento. Cascina Cristina vuole essere un modello pilota e uno stimolo per la realizzazione di strutture simili altrove”.

Insomma, un cambiamento netto nelle modalità di intervento abilitativo, come del resto è cambiato e sta sempre più evolvendo l’approccio alla persona con disabilità. “Il progetto si basa sugli otto domini che definiscono la Qualità di vita – spiega ancora Maccione -. Si parte dall’analisi del comportamento dei soggetti presi in carico e si punta a valorizzare l’apprendimento e ridurre il più possibile i comportamenti problematici in virtù di comportamento funzionali”. Progettualità e attività ruotano attorno ad un’equipe multidisciplinare molto composita, della quale fanno parte direttore tecnico, coordinatore, psicoterapeuta, psichiatra, direttore sanitario, responsabile infermieristico, gruppo di OSS ed educatori, agronoma e personale amministrativo.

Fra le particolarità di questo Centro il fatto che tutto il personale, non solo chi ha competenze specifiche, deve avere una conoscenza basilare dell’autismo.

IL LEGAME CON IL TERRITORIO

Cascina Cristina ha uno stretto legame con il territorio. “I nostri ospiti frequentano diverse realtà e partecipano ad eventi e manifestazioni varie, in luoghi come il palazzetto dello sport o lo stadio, a Cantù ma non solo – spiega il direttore -. E’ capitato di assistere a partite della pallacanestro Cantù (serie A2), della squadra locale di calcio (Como Calcio) allo stadio cittadino ma anche a San Siro, per esempio, ad una gara di Champions League”. Le uscite fuori dal Centro non si limitano ad eventi ludici o sportivi. “La biblioteca cittadina viene frequentata almeno una volta a settimana. In questo come in altri casi lavoriamo molto sulle preferenze dei nostri ospiti perché è da lì che nasce la motivazione. Anche per il cibo vale lo stesso principio – ricorda Maccione -. Un esempio? La pasta viene servita in tavola senza condimento, i ragazzi scelgono fra diversi tipi di condimento possibili, disponibili al momento. Con un dato ormai acquisito: il pesto è di gran lunga il più amato”.

LA PRESA IN CARICO

Il progetto Cascina Cristina intende applicare, quanto più possibile, tutte le nuove tecniche e/o metodiche che sono emerse dagli studi scientifici più recenti e la conoscenza più specifica e approfondita dei vari professionisti del settore. Motivazione, ambizione e desideri sono i cardini principali al quale fare riferimento per la dignità della persona e per valorizzare l’individualità.

Il progetto globale di presa in carico degli utenti è effettuato dopo una valutazione multidisciplinare e vede il confronto costante di tutta l’equipe; nessuna decisione viene assunta se tutte le professionalità (o quelle di diretto interesse) non esprimono il proprio punto di vista. Pur seguendo le fasi classiche di presa in carico (costituzione dell’équipe e del case manager, stesura del piano individuale, verifica periodica degli interventi predisposti nel Piano individuale, valutazione giornaliera degli obiettivi) si sottende una forte propensione alla più recente letteratura in materia di interventi e progettualità.

LA COMUNITÀ ABITATIVA

La residenza è costituita da 6 camere da letto, ciascuna in grado di ospitare 2/3 letti. Il modello di riferimento è quello della “community farm”, secondo analoghe esperienze estere e italiane. Cascina Cristina, infatti, è collocata in un contesto rurale e ciò favorisce l’abilitazione, da un lato il parco delle Groane e dall’altro l’affaccio sulla Città di Cantù. Allo stesso tempo Cascina Cristina è integrata con il territorio urbano del paese di Fecchio, e si trova proprio di fronte alla Parrocchia di San Carlo e all’annesso oratorio. Ciò evita l’isolamento e favorisce la relazione nella comunità.

IL CENTRO DIURNO

Il centro diurno può ospitare fino a 15 persone autistiche. E’ un servizio sociale, semiresidenziale e territoriale rivolto a giovani adulti con autismo che vivono ancora in famiglia. La frequenza è dal Lunedì al Venerdì, dalle 9 alle 16. Il progetto prevede, dopo una attenta valutazione individuale delle proprie competenze, la messa a punto di un piano di intervento personalizzato che consenta ai fruitori, come per chi vive nella comunità residenziale, di ottimizzare e/o sviluppare tutte quelle abilità necessarie a migliorare le autonomie spendibili nel proprio contesto di vita, oltre che la loro autostima ed autodeterminazione.

IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

A Cascina Cristina è messo a disposizione delle famiglie, al fine di aiutarle all’apprendere strategie per la buona accoglienza dei propri figli in ambiente domestico, uno sportello psicologico di sostegno individuale (viene valutata la richiesta della famiglia e/o il percorso progettuale da effettuare con il/la proprio/a figlio/a). Un buon intervento sulla persona con autismo necessita che tutte le persone attorno a lui siano in uno stato psicologico più sereno possibile e, nel contempo, lavorino tutti con la medesima modalità, a partire dalla famiglia.

GLI OBIETTIVI PER IL FUTURO                                    

Nell’ottica di un sistema integrato e innovativo, l’obiettivo in prospettiva futura di Cascina Cristina è quello di diventare un centro per lo studio dei disturbi dello Spettro autistico in età adulta per il territorio canturino e dintorni. Il progetto Cascina Cristina, infatti, prevede anche percorsi che impattano sull’intera comunità che a diverso titolo ruota intorno alla pianeta autismo. Infatti, al fine di fare formazione e/o informazione, si terranno corsi, convegni, workshop, conferenze, con l’obiettivo di pubblicare articoli su riviste divulgative e scientifiche.

L’IMPORTANZA DELL’ORTOTERAPIA

A Cascina Cristina l’orticoltura è uno strumento di crescita, autonomia e benessere. Le attività nel verde, pensate per persone con autismo, uniscono la cura delle piante all’acquisizione di competenze cognitive, relazionali e pratiche. Coltivare un orto, seminare, prendersi cura di una serra: ogni gesto è parte di un percorso educativo e terapeutico, di un progetto che intreccia natura, riabilitazione e tradizione agricola, per valorizzare le persone e il territorio.

“E’ stato avviato un progetto con l’Università Statale di Milano dal titolo ‘Come A Casa’, nel quale l’ortoterapia ha un ruolo centrale, sostenuto su base scientifica perché valutato un elemento in più per generare benessere – spiega ancora il direttore Maccione –. Si cerca di ottenere risultati in tal senso attraverso vari strumenti, a partire dai tanti spazi verdi interni ed esterni alla struttura, che non a caso è avvolta nella natura e che si affaccia su un parco, uno dei più grandi della Lombardia”.

Il progetto ha lo scopo principale di ripristinare la funzione agricola di Cascina Cristina, fornendo al contempo attività quotidiane a contatto con il verde per una trentina di ragazzi con autismo, a valenza sia terapeutica che formativa. Inoltre, si vuole caratterizzare la Cascina come polo per la custodia, lo sviluppo e la divulgazione del patrimonio agricolo locale. Il progetto prevede infatti il recupero di varietà locali di orticole e mais, allevate con basso input nutritivo. Alle attività partecipano tutti gli ospiti della struttura, sia i residenti sia gli utenti del Centro Diurno, alcuni con specifici obiettivi di lavoro (e dunque una frequenza maggiore nelle aree “verdi”).

Sono due gli obiettivi specifici. Il primo consiste nella valorizzazione delle produzioni agricole tradizionali in un’ottica di educazione alimentare e di custodia del territorio: lo si fa con la produzione e la vendita di piantine da trapianto e ortaggi di varietà locali, sottoutilizzate o obsolete. Il secondo obiettivo è la valorizzazione delle competenze individuali dei ragazzi autistici che, attraverso un percorso di orticoltura terapeutica, favorisce la loro inclusione nelle attività di vendita e/o di distribuzione dei prodotti trasformati ma può sfociare nell’inserimento lavorativo, nel caso di alcuni soggetti con autonomie e competenze sufficienti.

Nelle foto alcuni interni del Centro e gli ambienti dove si pratica l’orticoltura a scopo terapeutico

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